CRO, breve guida alla Conversion Rate Optimization

La CRO, che sta per Conversion Rate Optimization, è una pratica relativamente nuova e poco usata in Italia, mentre all’estero è considerata un elemento fondamentale nelle strategie digitali. Questa pratica mira a massimizzare il numero di visitatori al proprio sito che diventano lead, a parità di capitale investito.

Cosa significa CRO?

Lo scopo è rendere la navigazione del sito il più efficiente possibile, aumentando infine la conversion rate.
Cos’è la conversion rate? Il tasso di visitatori di un sito che diventano clienti.

La CRO comprende componenti, sia tecniche che psicologiche, da varie discipline:

  • User Experience (UX)
  • Scrittura persuasiva
  • Analisi di mercato
  • Data analysis
  • A/B test, in cui si fa visualizzare ai visitatori una singola pagina tra due opzioni (A, B). Al visitatore è randomicamente assegnata una delle due, il che permette una valutazione equa tra gli utenti sottoposti al campione. Vengono poi analizzate le performance delle due versioni.
  • Psicologia

La Conversion Rate Optimization, insomma, non è un metodo scientifico nè pura tecnica, ma dipende anche molto da elementi psicologici e dalla sensibilità di chi si occupa di ottimizzare un sito in questa direzione.

Al centro della CRO c’è il customer journey, che deve essere il più fluido e scorrevole possibile, sfruttando i bias e il funzionamento della psicologia umana per far sì che il visitatore non lasci il nostro sito ma anzi, ci voglia rimanere.

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SEO e CRO sono la stessa cosa?

La SEO, o Search Engine Optimization consiste nell’ottimizzare struttura e contenuti di un sito, affinché esso si posizioni al meglio sui motori di ricerca per specifiche parole chiave.

A differenza della CRO, la SEO è una pratica ormai utilizzata da quasi tutte le aziende che hanno un proprio sito web: creare un sito senza pensare al suo posizionamento sui motori di ricerca, oggi, non ha molto senso.

La SEO, quindi, riguarda il posizionamento sul motore di ricerca, mentre la CRO si occupa di ottimizzare l’esperienza dell’utente già all’interno del sito affinchè diventi un nostro cliente.

Una cosa non esclude l’altra: SEO e CRO sono due discipline complementari e che possono potenziarsi a vicenda, se fatte bene: la SEO porta visibilità al nostro sito, mentre la CRO aiuta a monetizzare le visite. 

Servono altri chiarimenti lato SEO? In questo articolo avevamo stilato un FAQ sul tema.

Un algoritmo che cambia

La CRO nasce per rispondere a un algoritmo in continuo cambiamento.


A essere cambiato è anche e soprattutto l’approccio al motore di ricerca: alcune delle tecniche e trucchi usati per la SEO fino a qualche anno fa oggi sono obsolete e non più davvero efficienti ma, anzi, potenzialmente dannose per il posizionamento del nostro sito. Il modo in cui Google sceglie quali articoli mostrare per primi sta andando sempre più in una direzione che premia la qualità, pertinenza e completezza del contenuto.


Oggi è fondamentale non trascurare l’esperienza all’interno del sito: non ha senso ottimizzare per il motore di ricerca trascurando l’esperienza dei visitatori sul nostro sito, se vogliamo che le visite si trasformino in lead.


Per concludere, lo scopo del CRO Marketing è proprio studiare il modo in cui gli user navigano e cosa apprezzano maggiormente, in modo da rendere la UX la migliore possibile facilitando la conversione.