Migrazione di un sito web: come farla e perché

Avete mai sentito parlare di migrazione di un sito web? Se avete un sito o ne gestite uno sicuramente non vi è nuovo questo termine. Se non ne avete mai sentito parlare tranquilli, spiegheremo di cosa si tratta!

In questo articolo parleremo dei motivi per cui si decide di effettuare una migrazione e soprattutto di come farla per evitare di perdere il traffico e posizionamento SEO del vostro sito web.

Cosa si intende per migrazione di un sito web?

Come suggerisce il significato letterale del termine, ci troviamo davanti a un trasferimento di un sito web. Il motivo? Lo stesso per cui si migra in natura, per trovare condizioni più favorevoli per il nostro sito web. Può avvenire in più forme diverse ed è un’operazione molto delicata.

Sbagliare qualcosa durante la migrazione di un sito web comprometterebbe la situazione SEO del sito interessato, perdendo traffico organico e il posizionamento guadagnato nel corso del tempo nella SERP di Google. Oltre a questa problematica, potrebbe peggiorare la User Experience dei visitatori che rischierebbero di muoversi tra due siti diversi. Conviene dunque essere molto attenti e affidarsi a professionisti specializzati nella gestione dei siti web e con esperienza nella migrazione di siti web.

Migrazione di un sito web

Quali sono le tipologie di migrazioni effettuabili?

Compreso cosa sia la migrazione di un sito web, è il momento di capire quali sono le tipologie di migrazione esistenti. La difficoltà di queste dipende ovviamente dal tipo di migrazione che andremo ad effettuare. La più complicata è senza dubbio modificare l’URL, che se eseguita erroneamente rischia di danneggiare seriamente il posizionamento del sito. Una migrazione gestita correttamente e senza errori garantisce che non ci saranno effetti negativi sul ranking, di seguito vediamo le tipologie di migrazioni più frequenti:

  • Modifica degli URL: nel momento in cui abbreviamo gli URL per renderli più leggibili, correggiamo quelli errati o rimuoviamo alcuni elementi dallo slug (come per esempio le indicazioni di date).
  • Unione di contenuti tra loro: quando abbiamo diverse pagine che parlano dello stesso argomento, che di conseguenza concorrono tra di loro. In questo caso è utile unirle assieme per evitare il conflitto interno.
  • Riprogettazione del sito: è una migrazione ottenuta con l’eliminazione dei contenuti o l’integrazione di altri con concetti completamente nuovi.
  • Modifica dell’architettura del sito: quando riorganizziamo l’architettura delle informazioni del sito, per esempio con l’aggiunta di nuovi prodotti all’interno del sito.
  • Cambio dei protocolli: passando da HTTP a HTTPS cambieranno di conseguenza anche gli URL, ma in compenso il sito sarà pubblicato su connessioni protette.
  • Cambiare il provider di hosting: quando decidiamo di scegliere un nuovo hosting per il sito, per via di un’offerta migliore rispetto alla precedente.
  • Passare ad un nuovo CMS: per esempio se il nostro sito raggiunge il limite di pagine pubblicate o visite e necessità di un upgrade di CMS.
  • Cambio del nome del dominio: necessario in caso di cambio netto del nome del sito.
  • Unire vari siti internet: una delle situazioni di migrazione più comuni, ovvero quando necessitiamo di unire più siti in uno solo.

Ora sapete cos’è la migrazione di un sito web e i casi in cui occorre effettuarla. Ricordate di affidarvi a professionisti e non esitate a contattarci!